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Alessandra Camilletti : ” Ancona è…..”

 

 

Intervistare una giornalista  non e’ facile  primo perche’ conosce il mestiere e secondo perche’ gia’ capisce dove vuoi arrivare ancor prima che ci arrivi tu. 

Una frase buttata li’ per scherzo  infatti , una domanda fatta con un filo di leggerezza, puo’ trasmettere  non volendo un messaggio distorto ed era questo che temevo principalmente e , forse , partire da Alessandra Camilletti, un’ esperta in questo campo, non e’ stata proprio una cattiva idea  per spiegare  alle persone che non vivono nelle Marche come ” ce la passiamo da queste parti.” 

Alessandra Camilletti e’ una giovane donna che di mestiere fa la giornalista, lavora al ” Corriere Adriatico” che e’ un po’ il quotidiano simbolo di tutti noi marchigiani,  e cura da quattro anni una rubrica settimanale dove intervista un personaggio che vive o e’ nato nella provincia di Ancona, con un’ intuizione ,  a volte ,  da Sherlock Holmes. Ogni giovedi infatti Alessandra ci parla di Ancona e  dintorni attraverso le persone che la abitano e devo dire che in questo modo si scoprono dei personaggi che hanno davvero qualcosa da dire , il messaggio diventa subito vivo, propositivo. E questa e’ linfa vitale per tutti noi che abitiamo in questa regione. 

Per dirla breve, la sua  curiosita’ ha stimolato la mia, volevo sapere e far sapere il mood, il pensiero, lo stato d’ animo di una giovane donna intelligente che decide di rimanere a vivere nella sua citta’ , Ancona. Volevo raccontare chi  racconta, chi resta e non solo chi parte, e perche’. 

Ecco cosa ne e’ venuto fuori. 

 

- Quando sei nata? -

-  Nel 1973 , l’ anno dopo il grande terremoto di Ancona, mio padre era di Candia ( una frazione di Ancona) , ho fatto le elementari alle Grazie e poi il Benincasa, la famosa Ragioneria. Io sono ragionere programmatore. – 

- Un po’ diverso da quello che sei diventata poi , no?-

- Ma io volevo lavorare in banca sai? Sognavo di diventare direttore! -

- Addirittura ? -

- Si – annuisce – ma poi la mia compagna di banco al IV superiore, che voleva fare la giornalista , fece venire anche a  me la curiosita’ . Andai a vedere come funzionava la ” Gazzetta di Ancona. . L’ allora caporedattore  mi dice :  – si, pero’ oltre a guardare , prova a scrivere qualcosa –  E io , stimolata da lui ma anche da mio padre che aveva organizzato l’ incontro, accetto con entusiasmo l’ incarico di scrivere un articolo intervistando gli esaminandi alle prese con la maturita’, fuori della scuola.  Beh, la mattina dopo , quando vado a comperare il giornale e vedo l’  articolo stampato con la mia firma ho capito quale sarebbe stato il mio futuro: fare la giornalista. – 

- Un destino… che cosa significa essere giornalista in un quotidiano locale?-

- Significa che devi saper fare un po’ di tutto: cronaca nera e cronaca bianca ( politica e argomenti cittadini ) soprattutto in estate, quando ci sono le ferie e devi saper sostituire  qualche collega.-

- Tentazioni  di andare in un giornale a stampa nazionale?-

- Dipende  sempre dalle occasioni della vita  e io comunque non le ho mai cercate , non ho mai visto questo lavoro come un trampolino, ma come un mezzo per vivere questo mestiere nella sua autenticita’, non per cercare altro.-

- Quindi Ancona non ti soffoca? – 

- Affatto. Penso di vivere  bene la citta’, il segreto e’ tutto qua: vivere. Certo , c’ e’ stato un momento che mi sono sentita attratta dalla Cornovaglia, dove sono stata , nel ’99 ; parto, prendo l’ aereo e noleggio un ‘ auto, l’ ho deciso dopo una trasmissione , ” Sereno Variabile” , faccio l’ interno e la costa dell’ Inghilterra a sud est: Winchester e Bath, fino a Land’s End. L’ ho trovata poetica e calda, ricordo i colori . Tutto mi dava l’ idea di calore , non di freddezza , come credevo. -

- Nella vita bisogna sempre ricredersi.- 

- Infatti, e’ stata una vera sorpresa, non mi aspettavo di trovarmi cosi’ bene , noi che abbiamo sempre  un’ idea della freddezza dei paesi nordici. Una cultura dello spazio e del paesaggio che mi ha impressionato favorevolmente, e poi l’ ordine : i parcheggi dentro i palazzi antichi, che non erano stati distrutti e ricostruiti in stile moderno, quindi un’ idea della conservazione e del riutilizzo degli edifici antichi da cui prendere esempio. 

- Si ,  anch’ io ho avuto la stessa impressione.-

-  E poi i giardini meravigliosi e l’ accoglienza della gente… che fantastiche colazioni! Senti proprio il gusto  dell’ accoglienza , come in Irlanda, dove tutte le case hanno queste verande dove fanno colazione.

- Questa sensibilita’ nei confronti del paesaggio si scontra un po’ con Ancona, non trovi?- 

- No ,  e’ semplicemente diverso qui: ad esempio in estate vado a Portonovo e faccio colazione la mattina davanti al molo e poi vado a lavorare. A volte passeggio vicino alla Mole ( Mole Vanvitelliana) e guardo i pescherecci. Nonostante noti  le differenze riesco ad amare ed accettare la mia Ancona. Certo vedo delle cose che non mi piacciono, cosi’ come il suo modo di concepire l’ urbanizzazione, ma vedo la citta’ dal punto di vista oggettivo e cosi’ facendo ho modo di accettarla per quella che e’ , con i suoi pregi e difetti. 

- Pensi che si sia fatto qualcosa per il paesaggio in Ancona?-

- No, la cultura del paesaggio non si e’ pienamente scoperta, siamo indietro, ci siamo concentrati piu’ sulle periferie, c’ e’ stata molta voglia di costruire, edificare, cementificare senza rendersi conto di cosa stava accadendo veramente. -

-   E secondo te cosa si puo’ fare per il futuro di Ancona? – 

- Beh, visto che la costante di questa citta’ e’ il mare, penso che sarebbe bello creare una sorta di collegamento dei punti dei quali il mare si ammira meglio: dal Parco del Cardeto a quello del Pincio, dal monte Spaccato  fino a  San Ciriaco. Il mare e’spazio. Anche se a me piace anche la campagna….. e la montagna! Decisamente ho bisogno di apertura.-

- Un tuo sogno nel cassetto?-

- Trovare un po’ di pace, costretta negli orari come sono, se mi vedo in prospettiva m’ immagino d’ andar via magari di nuovo in Cornovaglia-

-  O magari nei Sibillini..-

- Anche! il bello di qua e’ che puoi sempre prendere l’auto e sei dappertutto in poco tempo, la qualita’ della vita e’ sicuramente alta, se pensi a Milano…- 

- Eh gia,  concordo in pieno.   Nonostante  tutto come vedi Ancona, in senso positivo  intendo?- 

- Vedo  per la prima volta una gran voglia da parte degli anconetani di fare qualcosa per la loro citta’ , penso ai ragazzi che hanno preso in gestione la pista di pattinaggio oppure l’associazione Vista Mare e la sua battaglia per la riapertura del porto. Di recente ho scritto un articolo proprio su questo e lo spunto era venuto dalle immagini su Facebook di Lovely Ancona.- 

- Che cosa e’ mancato qui , secondo te?-

- Si sono perse molte occasioni, e’ mancata la concretezzza, abbiamo piu’ lavorato per non fare che per fare.

- Ti metteresti mai in politica?- 

- No , perche’ di carattere devo vedere le cose che si fanno subito, essendo una concreta, ma capisco che i politici hanno spesso le mani legate, devono seguire le procedure.  Allora non mi resta che segnalare  e raccontare , i messaggi poi arrivano comunque.-

- Questo  per il mio carattere non sarebbe possibile : io sono cosi’ diretta che devo dire come la penso anche a costo di sembrare scortese.-

- No , io sono sempre per il rispetto, d’ altronde siamo giornalisti e dobbiamo prendere una certa distanza dalle cose. Il messaggio arriva ugualmente,ripeto, basta scrivere quello che si fa e quello che non si fa, faccio un elenco e poi sono gli altri, quelli che mi leggono, a trarne le conseguenze.-

 

Una lezione di stile, senza alcun dubbio,  oltre che una dimostrazione di amore e di rispetto verso questa terra e la gente che la abita ,  voi che ne dite? C’ e’ da imparare….

 

 

 

 

 

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