Il chiosco che odora di mare

 

Da Morena, il chiosco che odora di mare.

Esiste al centro di Ancona un posto che è una rivendita di frutti di mare che quando nacque un centinaio di anni fa era costituita da un carretto a due ruote sul quale erano appoggiate le prelibatezze del nostro mare. In seguito è diventato un casotto in muratura di fianco alla Fontana del Calamo detta delle 13 Cannelle e da qualche anno, adeguatosi ai dettami normativi, è un negozio di frutti e cibi di mare che vengono preparati in una moderna e attrezzata cucina situata a pochi passi da lì. La fondazione di questa attività si deve a Socrate Sabbatini intorno al 1935 poi passò a suo figlio Aldo. Dal 1950 la gestione fu assunta da Wilma Graziani, moglie di Aldo.

E da allora questa piccola impresa che nel tempo ha saputo consolidarsi e crescere è stata un’impresa al femminile, vale a dire che le donne l’hanno gestita non solo materialmente ma ne sono anche state formalmente le titolari. Dal 2000 la responsabilità di gestione è nelle mani di Morena Baldini, moglie di un figlio di Wilma. Insomma  l’impresa non è mai passata al figlio maschio ma alla di lui moglie. Credo che sia un riconoscimento della capacità imprenditoriale del genere femminile. Una fiducia che ha dato i suoi frutti. Il Chiosco è amatissimo dagli anconetani e non solo, che nella buona stagione possono anche sedersi ai tavolini. La gente del luogo non è la sola ad essere affezionata a questo posto e ai suoi prodotti. Antonio Luccarini, che con l’instancabile impegno come assessore alla cultura ha attirato in città innumerevoli artisti di fama anche internazionale, rammenta che non c’è personaggio italiano o straniero che potesse fare a meno di passare dal Chiosco, ritornandoci poi ad ogni occasione. Come Marco Muller che a Venezia nei giorni in cui dirigeva la Mostra del Cinema parlava della “nostalgia di Ancona e dei frutti di mare di quel baretto vicino alle 100 cannelle” come le chiama lui.

Morena tra gli avventori famosi menziona lo chef Gianfranco Vissani che lo ha frequentato per apprendere l’arte di sbeccare le crocette. Importanti riviste e siti specializzati come Foodie, Gambero Rosso, Bellitalia e TripAdvisor, ne hanno parlato come di un locale interessante sotto il profilo storico e culinario. Street Food gli ha dedicato 6 stelle e la rivista Week End Gastronomici per il 2014 lo piazza al 27° posto tra i primi 50 locali a livello nazionale. Da Morena si festeggiano compleanni, anniversari, incontri. C’è persino chi ha voluto tenere lì il suo ricevimento di nozze. E’ innegabile che anche senza motivi di ricorrenze ogni visita al Chiosco è una festa perché dà allegria.

Quale può essere la ragione di tanto successo? Sicuramente la struttura del Chiosco e la sua collocazione, la freschezza dei frutti offerti e il fatto che il cliente li può scegliere e Morena li apre lì per lì davanti ai suoi occhi, poi il verdicchio, glorioso vino delle colline intorno a Ancona che viene proposto come accompagnamento ai frutti di mare.. Ma non solo. C’è un’atmosfera speciale da Morena: l’accoglienza è essenziale e genuina e a volte può sembrare un poco rude, in realtà è una grazia antica e senza fronzoli, data dalla consapevolezza e dall’orgoglio di mettere a disposizione i beni preziosi del mare. Tutto con naturalezza e sobrietà. Cogliendo questi caratteri, l’avventore si sente fortunato per poter gustare le prelibatezze dei crostacei senza le formalità e i cerimoniali che di solito accompagnano l’offerta di prodotti di pregio. Insomma da Morena si sta bene o come dicono gli anconetani con un’espressione dialettale che non ammette repliche “el Chiosco fa sta’ bé”. Nonostante le celebrità che vi passano è un posto popolare frequentato da persone di ogni ceto. Fra gli avventori particolari mi piace ricordare anche il cane di famiglia, il nostro mitico Ezio che era solito fare una passeggiata quotidiana per le vie del centro non mancando di fermarsi da Morena, che gli dava o una ragusa o un’ostrica o un bombarello. Ezio non c’è più ma scommetterei che tuttora Morena ha anche di questi clienti.

 

Tratto dal volumetto “Sapori d’Ancona” di Carla Virili, edito da Affinità Elettive

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