“La vita è un lampo” –  prima puntata

“La vita è un lampo” – prima puntata

E’ successo qualche mese fa a Novembre nel casale che possiedo nelle colline marchigiane. In quel periodo dell’anno , i colori della splendida estate di San Martino ; i gialli intensi, tutta la scala dei verdi e dei prorompenti rossi che la natura è capace di offrire nella malinconica stagione autunnale, si erano poi tramutati in un grigio bianco lattiginoso causato da una nebbia impenetrabile e pervicace al punto che la grande quercia del giardino, da sempre accogliente ritrovo di pennuti e scoiattoli, mi sembrava solo un’ oscura e inquietante massa silenziosa che sovrastava la mia casa al punto da volersela divorare.

La mia intenzione era di restarmene a lavorare a Milano, dopo la pausa estiva, perché la citta’ riprende il suo ciclo vitale e diventa elettrica, piena di voglia di fare. Mi piace quest’ aria intrisa di semprevive possibilità, di idee che si concretizzano come non si respira in nessun’ altra parte d’ Italia, mi ha fatto sempre sentire di trovarmi nel posto giusto al momento giusto, accorciando tempi e costi dei progetti da realizzare. Il prossimo step era Amburgo per l’incontro con un cliente e poi Basilea a stretto giro di breve. Ero ormai proiettato nei miei obiettivi da raggiungere e mi sentivo carico, concentrato al massimo nelle mie cose da fare e da dire, con zero possibilità di insuccesso.
Quando ricevo improvvisamente la telefonata di Tonina, la custode del casale:

– Dottò, guarda che chi è successu un magillo, c’è tutt’acqua lì pe’ terra.-
Qualche volta facevo fatica a comprenderla, dovevo resettare tutto e ricominciare daccapo, immergermi nel logos marchigiano, mi sembrava di respirare subito quella terra anche attraverso le parole. Il loro idioma non è incomprensibile fortunatamente, ma qualche volta mi trova impreparato.
– Dal bagnettu dottò, dallo scarigu della doccia, viè tutt’ acqua che puzza da dendro lu bagnu ed è arrivada fino alla cugina. . Fortuna che sò arrivata io, dottò sennò chi domà madina doveva buttà via tutti li tappeti –
– Si è rovinato qualcosa?- non sapevo se ridere o incazzarmi.
– No dottò al salone non gi sta’ niente. Fortuna che so venuta io , ma che rrobba,impressionante! El lago de Castreccio’.-

– Calma calma Tonina- feci io col mio secco tono milanese – adesso chiamiamo Luigi , lei stia lì. –

– Ma già l’ho chiamatu Luigi! Nun stò a perde tempo , io, capiraie! M’ ha detto che vene subbido. Capiraie era preoccupado più di me. Eccolo và! Lù è arrivado – si sentiva il motore di un auto che grattava la ghiaia. – passamelo per favore- ho chiesto a Tonina – Luigi che è successo? –

– Non so Elio, sono arrivato adesso, vedo tanta acqua nel bagno, probabile arrivi da lì. Poi ti chiamo.-
– Dottò poi l’ archiamo. Mo’ vene jo anche Gianni a danne na’ mano a tirà su l’acqua, sennò’ chi me metto jo colca dalla stanchezza. Dottò n’è che gi sta i fantasmi qui eh? Me para tanta strana sta’ casa.-,

– Ma quali fantasmi quali fantasmi Antonia! – avevo infine sbottato – su, stia calma per piacere.-

Non so perché ma decido di andare a vedere, non era era nei piani farmi quattro ore di autostrada e arrivare nelle Marche cancellando tutti gli impegni. Sentivo addosso una leggera inquietudine assolutamente strana per il mio carattere, in fondo Luigi e Tonina avrebbero potuto occuparsi di tutto senza bisogno della mia presenza, lo sapevo bene; probabile che la pompa dello scarico si fosse rotta e tutti i liquami fossero tornati indietro, bastava farla accomodare oppure sostituirla, niente di tragico. Niente di niente.

Invece ero già in auto , senza nemmeno passare da casa per la valigia, forse temendo in un ripensamento da parte mia, prima che il mio lato fortemente razionale prendesse di nuovo il sopravvento.

No Comments


Leave a Reply

Your email address will not be published Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>