il sogno di Piranesi a Pesaro

Mostra di Giovanni Battista Piranesi a Pesaro : ” Il sogno della classicità”

“ La mente nera di Piranesi”  dice in suo passo Victor Hugo. Le opere del  grande incisore del Settecento ,  interprete della bellezza tragica di Roma,  possono essere  ammirate fino all’8 Aprile 2018 nelle sale  di  Palazzo Mosca,  Musei Civici di Pesaro.
Un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso le rovine della città  antica incise da colui che si definiva “ architectus venitianus” ma che , una volta giunto nella capitale, fù completamente rapito da quelle visioni romantiche di templi e statue antiche semi abbandonate nei campi verso cui nutriva un sentimento tutto goethiano di rendersi utile preservandone il ricordo. Le sue opere, tuttavia , estremamente suggestive e romantiche, sembrano avvertirci di un pericolo sempre imminente e quindi appaiono anche funeste,  per non dire inquietanti.


Tra le rovine si scorgono sciancati, orribili gobbi che hanno l’aria di essere senza fissa dimora se non abitanti di quei relitti di pietra e mattoni degno ambiente per quegli accattoni,  e ancora teschi e sarcofaghi, cani che si mordono e si spulciano, pecore che pascolano, stracci tra i cespugli, quel che resta insomma di un impero che dominava il mondo, per evidenziare quella  condizione umana che muta continuamente e nel cui destino sono tutti ascritti, persino i potenti.
Il senso di decadenza  riguarda anche se stesso, la sua vita di architetto sempre in cerca di lavoro, antiquario e incisore, costretto a diversi mestieri in una Roma intrisa di papismo, forte del suo potere che si concentra attorno ad esso e che non lascia  scampo, il messaggio è denso di avvertimenti, la ruota che gira in fondo riguarda tutti, anche chi è detentore del potere.


Nella mostra  di Pesaro scorrono tra le diverse stanze del museo  le opere dell’artista architetto, alcune ammirabili  a misura d’uomo, altre purtroppo collocate troppo in alto da impedirne una corretta ed attenta visione, ed è veramente un peccato.
Vale comunque una visita, non fosse altro che per ammirare il video sulle famose “ Carceri d’invenzione”  realizzato da Gregoire Dupont per la Fondazione Giorgio Cini  di Venezia, dove si viene assorbiti dal suo mondo immaginifico che rimanda ai Piombi veneziani e ad un’angoscia tutta metastasiana della condizione umana; l’incubo  dal quale non si può uscire,  l’Inferno , il Giudizio o il Dies Irae caro ai romanzi gotici a seguire.

Immergendosi  nei suoi androni, salendo quelle scale, sembra di entrare nelle cavità della mente di questo artista logorato dalla fatica, appassionato e incurante della sua salute, che si cibava solo di riso freddo durante i lunghi soggiorni nella campagna romana infestata dalla malaria.


Il genio  del Piranesi si esplica nella sua maestria e  nella capacità  divulgativa ,  sposando  la tecnica della litografia è stato  in grado di stampare centinaia di copie dei suoi disegni frutto di un lavoro immenso, incidendoli su lastre di zinco, senza tuttavia alterarne la bellezza.  In questo senso  l’arte di  Piranesi fù veramente  moderna e capace di lasciare il “segno”, che è poi la precondizione per l’immortalità
“ Giambattista Piranesi, il sogno della classicità” – 8 dicembre 2017 , 8 aprile 2018. Pesaro, Palazzo Mosca Musei Civici , piazza Toschi Mosca 29–  www.pesaromusei.it

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