ARTE, FIORI E SPECIALITA’ CULINARIE ANTICHE

Chi vuole conoscere una delle tradizioni ancora vive e sentite della terra marchigiana nel mese di giugno deve recarsi a Fabriano. Qui si svolgono le celebrazioni che, iniziate il 10 giugno, culminano il 24 con la festa dedicata al santo patrono. E quest’anno la gita può essere impreziosita dalla visita alla Madonna di Benois di Leonardo prestata a Fabriano dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo fino a fine giugno.

Lo Statuto Comunale del 1436 parla del Palio di San Giovanni Battista e questa antica usanza da qualche decennio è stata ripresa come rievocazione storica del Trecento Fabrianese che fu età aurea per la città.

Il Palio vede gli infioratori dei quattro rioni che si misurano in una competizione incentrata su realizzazioni artistiche fatte di migliaia e migliaia di petali di fiori. Questi tappeti floreali rappresentano l’anima religiosa e popolare del luogo, un evento dal profondo significato collettivo che rivela anche la propensione artistica dei fabrianesi. I bozzetti sono predisposti a cura degli artisti locali, che li tramutano in opere profumate, con la paziente combinazione di erbe e petali.

 

Le opere riguardano scene e figure dedicate al culto di San Giovanni Battista e sono imponenti: ognuna delle quattro squadre realizza un’installazione tra i 42 e i 48 metri quadri di superficie lavorate tra i chiostri e le piazze del centro storico. Dall’anno corrente le opere di pittura alla base per le infiorate artistiche sono state selezionate in un concorso nazionale sul tema: “a. D. 1406 Fabriano città creativa”.

I quattro lavori che possono essere ammirati in questa edizione sono:

Polittico delle arti del quartiere di Porta del Borgo, a cura di Chiara Marinelli. Rappresenta le profonde radici della creatività fabrianese, che già nel ‘400 brulicava di officine e artigiani. Il pannello ritrae quattro figure, ognuna simbolo delle corporazioni dei Fabbri, dei Conciatori, dei Cartari e della Lana, raffigurati nei quattro colori (blu, verde, giallo, rosso) che distinguono le quattro Porte della città.

Abbraccio del quartiere di Porta Cervara, a cura di Concetta Daldone. Un vortice di colori che culmina nella scena centrale dedicata all’Artigianalità ritratta come donna, raffigurata nell’atto simbolico di stringere la mano dell’UNESCO in segno di omaggio alla creatività locale, sullo sfondo di uno scorcio della Piazza del Comune. L’artista ha voluto celebrare Fabriano e le sue tradizioni proiettandola in una prospettiva innovativa.

Fabriano in scena del quartiere di Porta del Piano, a cura di Charlotte Faderin, Nicola D’Alterio e Veronica Lilli. La città è vista come un palcoscenico, i cui attori sono paesaggio, monumenti, scorci e personaggi. Tre le figure protagoniste: Giovanni Battista  che con il suo velo avvolge il teatro Gentile in un sipario dove figurano la fontana Sturinalto e il palazzo del Podestà. A sinistra compare una donna raffigurante l’arte dell’infiorare. Alle sue spalle il fiume Giano. in alto una fantasia dorata ispirata all’opera di Gentile da Fabriano.

Omnia in manibus tuis del quartiere di Porta Pisana, a cura di Sara Giuliani. Un affresco tridimensionale nel tempo e nello spazio della città di Fabriano, un viaggio all’interno delle arti e dei mestieri lungo un percorso che parte dall’epoca medievale e che intende armonizzare le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile -economica, sociale e ambientale-  gettando un ponte verso il futuro attraverso la creatività. Nello sfondo compaiono le montagne dell’Appennino, le sorgenti del fiume Giano e una valle ricca di boschi e coltivazioni. Sono rappresentate le attività economiche dell’antico borgo: le arti dei Fabbri, dei Lanaioli, dei Calzolai, dei Conciatori di pelle, dei Guarnellari (fabbricanti di abiti da lavoro per i contadini), dei Merciai e dei Cartari, a testimoniare che tutto è nelle nostre mani.

Dopo aver ammirato le tante manifestazioni di questi giorni di festa, tra giostre e botteghe artigiane, tra processioni e disfide, tra arcieri e cavalieri, il visitatore può rifocillarsi presso le Hostarie medioevali del Palio che sorgono in ogni quartiere e che offrono menù a tema ispirati alla rievocazione storica delle tradizioni culinarie. E’ intrigante entrare nel Medioevo con una visita alle 4 Hosterie delle porte in occasione delle cene medioevali. Si vive una serata fuori dal tempo, all’insegna del divertimento e del gusto con la cucina tipica … di otto secoli fa! Le luci soffuse delle candele, i musici, i giullari, i giocolieri, i mangiafuoco e i camerieri in abiti d’epoca accolgono il visitatore; le pietanze sono servite su portantine di legno e la tavolata è apparecchiata con stoviglie in terracotta e posate di legno. Il Priore rilascia il Permissio Circolandi con il quale il convenuto può concedersi ogni piacere nel bere, nel mangiare e nei giochi proibiti. Ad ogni pietanza viene spiegata l’origine e il significato dei cibi per dilettare i commensali sulle curiosità degli antichi usi e costumi.

 

Una serie di eventi e proposte da non perdere!

 

Carla Virili

 

 

 

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