Sette domande a… Debora Rosciani, dalle Marche a Radio24.

Giornalista della super seguita Radio24 dove conduce una trasmissione molto utile e preziosa : “ Due di Denari” –  nella quale  cerca  di rendere la finanza e soprattutto il tema del  risparmio comprensibile  a tutti  –  è nata nelle Marche.

Marchigiana doc fino al 1997  fin quando non viene chiamata a Milano, dopo un tirocinio giornalistico –  vera e dura gavetta, a TVRS di Recanati, una tv locale molto seguita –  e comincia la sua vera, importante carriera di giornalista economica nella redazione del Sole 24 ore e ora, conduttrice radiofonica.

1) Mai nostalgia delle Marche Debora?

 Le Marche sono la terra dove risiede tutta la mia famiglia per cui, nonostante mi sia trasferita a Milano dal ’97, non ho mai considerato quello in Lombardia un trasferimento ‘radicale’. Ho sempre trascorso le festività a Castelfidardo, ho viaggiato molto negli anni ma parte anche delle vacanze estive l’ho sempre passata qui, con parenti ed amici. Quindi ho nostalgia relativamente perché i rapporti con le Marche sono solidi e non ho ragione di essere nostalgica. Comunque, anche a Milano ho trovato la mia dimensione e cerco di vivere in modo equilibrato le due dimensioni e mi godo la fortuna di essere marchigiana, il privilegio di essere nata in un luogo invidiabile, la possibilità di avere un rifugio molto confortevole. Una nostalgia sana, per fortuna torno quando voglio.

2) I marchigiani sono un popolo di risparmiatori, forse è da qui che hai tratto spunto per la tua trasmissione?

 Diciamo che sono arrivata a fare la mia trasmissione a Radio 24 in maniera del tutto casuale, dopo un bel percorso con Il Sole 24 Ore, e forse il fatto di essere di origini marchigiane mi ha inconsapevolmente spinta ad occuparmi di queste tematiche. La concretezza marchigiana, ma anche la ruvidezza che mi attribuisco e i ‘piedi per terra’ che mi riconosco sono caratteristiche e qualità della gente marchigiana che ne fa anche popolo di risparmiatori. Un popolo di gente che risparmia e che ama tantissimo il mattone: la proprietà della casa è un’attitudine intramontabile, anche perché molte famiglie hanno ereditato immobili delle generazioni precedenti e stanno cercando di capire come gestirli perché non sempre si hanno le capacità di valorizzare queste ricchezze. Sarebbe bello fare una campagna educativa nei confronti delle ‘giovani generazioni di eredi’ affinchè siano messe nelle condizioni di considerare questi beni non come un problema o un peso, ma come un tesoro, una possibilità anche per crearsi rendite alternative che non vanno certo disdegnate.

 3) Cosa ti piace delle Marche e cosa non?

Spero di non attirare troppo disappunto rispetto a quello che dirò ma cercherò di spiegarmi al meglio. Molto spesso, quando racconto che sono marchigiana, le persone enfatizzano la fortuna di essere nata in una località di mare, sull’Adriatico. In effetti è cosi, perché io sono di Castelfidardo e quindi il mio mare è quello della Riviera del Conero, quello di Numana, Sirolo, Porto Recanati. Il mio paese dista meno di 10 chilometri da queste rinomate località balneari. Ma, a mio avviso, non è la zona costiera la parte più attraente della nostra regione. Il nostro mare, purtroppo, è un ‘mare chiuso’, non ha una condizione ottimale (lo abbiamo visto anche di recente a seguito dell’alluvione che ha colpito il centro Italia, l’Emilia Romagna e anche la parte nord delle Marche e tutte le conseguenze sulla balneazione). Quindi, a chi mi chiede consiglio su dove andare nelle Marche in estate, suggerisco di non immaginare solo una vacanza di mare esclusivo, ma considerare il mare come punto di appoggio per poi individuare itinerari alternativi e visitare le Marche soprattutto nell’entroterra, la parte che considero in assoluto più bella della nostra regione, da nord a sud. Io sono innamorata dei panorami e delle colline, delle distese di grano e girasoli tra giugno e luglio e dei filari di vite in autunno. Della mia regione amo quello che in molti considerano il peggior difetto: l’atteggiamento ‘low profile’ del marchigiano, il basso profilo, il desiderio di rimanere un po’ defilato anche quando avrebbe ogni titolo per valorizzare il proprio territorio. Ma è proprio questa modestia a produrre l’effetto ‘wow’ in chi ci scopre con calma, la sorpresa in chi non si aspetta di trovare in questa regione un concentrato di storia, cultura, bontà gastronomiche, tradizioni e bellezze architettoniche, mare collina e montagna insieme, il tutto a pochi chilometri tra loro.

4) Tu sei esattamente di dove? Perchè  la biografia  parla di Ancona,  una città con tradizione marinara più che agricola… e comunque, ti capita mai di tornare?

Si, come dicevo prima ho tutta la famiglia qui e torno sempre, almeno una volta al mese da ben 26 anni (mi sono trasferita a Milano nel 1997). Sono esattamente di Castelfidardo, la città della fisarmonica, di Paolo Soprani e la cittadina della storica battaglia del 18 settembre del 1860.

5) Cosa vedi di cambiato rispetto a quando te ne sei andata?

Il territorio è molto cambiato, in certe zone ci sono delle aree industriali che sono un pugno in un occhio ma che hanno anche consentito lo sviluppo della nostra regione dal punto di vista delle attività economico produttive e commerciali. Non sono del tutto convinta che sia una regione che si sia aperta tanto al mondo, anche se abbiamo esempi molto di aziende che hanno una reputazione internazionale notevole. Credo che da questo punto di vista ci sia ancora molto da fare. Il cambiamento che mi sento di sottolineare l’ho percepito con forza nel periodo della pandemia, quando ho trascorso nelle Marche tutta l’estate come non facevo da molto tempo. Avendo ospitato diversi amici milanesi li ho accompagnati in località che non vedevo da anni e le ho completamente riscoperte anche io e ho notato una forte riqualificazione nel campo della ricezione turistica: sono sorti ovunque agriturismi davvero di qualità, country house, B&B, insomma, finalmente la vocazione turistica della regione sembra essere decollata in modo più maturo, superando quella che voleva essere solo concentrata verso la riviera adriatica ma mostrando di voler finalmente puntare sulle meraviglie territoriali dell’entroterra.

6) Dall’entrata dell’euro, ma anche qualche anno prima, le Marche sono state scelte dagli stranieri, in prevalenza europei ma anche oltreoceano, come luogo d’eccellenza per vivere a contatto con la natura, sulla scia della Toscana prima e dell’Umbria poi, hanno ristrutturato moltissimi casolari, l’ultimo censimento parlava di 77.000 edifici rurali esistenti, degli originari 110.000 , cosa  pensi a proposito  di questo fenomeno in crescita costante?

Infatti, è esattamente l’aspetto che volevo descrivere nella risposta precedente. Intanto mi fa enormemente piacere essere stati collocati sullo stesso piano della Toscana che è sempre stata il sogno degli stranieri, ma solo perché non ci conoscevano. Ora, per fortuna, investimenti per riqualificare i nostri rustici e i nostri casolari stanno arrivando anche qui, con cittadini di ogni parte del mondo che affrontano con coraggio anche tutte le questioni burocratiche non banali che devono essere affrontate per rimettere in sesto gli immobili che acquistano secondo le normative edilizie che sono piuttosto rigorose, come voi sapete bene 😊. Quindi è un fenomeno del quale penso ogni bene possibile, anche per dare un tocco internazionale alla nostra regione che ha bisogno di far parlare di sé.

7) Torneresti a vivere nelle Marche, magari in un casolare immerso nelle dolci colline, “da cui mirare interminati spazi e sovrumani silenzi, ove per poco il cor non si spaura” per dirla alla Giacomo (Leopardi),  il nostro poeta dell’Infinito?

E’ un pensiero che mi si è insinuato in testa da tempo e mi guardo attorno in continuazione per capire dove – se potessi farlo in questo momento – sarebbe bello poter fare un investimento e quanto sforzo economico sarebbe necessario sostenere per intraprendere un’operazione del genere. Gli immobili non si comprano e ristrutturano e basta ma devono essere mantenuti e ben tenuti, e bisogna viverli e farli vivere, respirare, non starci due mesi e tenerli chiusi per tutto il resto dell’anno. Io ho una grande passione per le country house americane (vi dico solo che il mio ultimo viaggio americano l’ho organizzato con l’obiettivo di arrivare a Waco, in Texas, per andare a visitare i Silos di Chip e Joanna Gaines, protagonisti di una fortunata serie televisiva sulle ristrutturazionihttps://www.livingspaces.com/inspiration/celebrity-designer/magnolia-home

https://www.pinterest.it/raffaellacamate/joanna-gaines-magnolia-homes

Al momento considero abbastanza scontato che una volta che sarà terminata la mia carriera professionale tornerò a vivere nelle Marche e sarebbe un sogno trovare un immobile rustico e ristrutturarlo secondo il mio gusto. Credo che semmai potessi avviare questo progetto la Vallesina sarà la zona giusta, possibilmente con un vigneto per produrre il mio rosso preferito, la Lacrima di Morro D’Alba.

 

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